...

Essere Guidati: la capacità di affidarsi e orientarsi

Psicologia a cura di il 16/09/2026

Tra le Esperienze di Base del Sé, l’Essere Guidati rappresenta la possibilità di affidarsi temporaneamente a qualcuno, lasciandosi accompagnare senza dover controllare continuamente ogni direzione e ogni passaggio.

È un’esperienza che inizia molto presto attraverso l’Essere Portati e che, con la crescita, può trasformarsi in una capacità adulta: sapere quando guidare e quando lasciarsi guidare.

Essere Portati ed Essere Guidati

Il neonato, quando viene portato in braccio, non viene semplicemente spostato. Può osservare il mondo da una posizione protetta, seguendo i movimenti dell’adulto senza doversi preoccupare di dove andare.

Il contatto con il genitore, la voce, l’odore e soprattutto il movimento contribuiscono a rendere questa esperienza particolarmente significativa. Il bambino riconosce l’andatura dell’adulto e può lasciarsi cullare dalle oscillazioni, dalle vibrazioni e dai piccoli movimenti del camminare.

Anche il passeggino mantiene alcuni aspetti dell’Essere Portati: il bambino può muoversi nel mondo senza dover ancora assumersi la responsabilità dello spostamento, osservando ciò che accade e lasciandosi accompagnare.

Con la crescita, l’esperienza cambia. Il bambino cammina, ma può ancora essere Guidato tenendo la mano dell’adulto, seguendolo e lasciandosi accompagnare nelle diverse situazioni.

Progressivamente, ciò che inizialmente avveniva attraverso il corpo diventa una capacità più complessa: orientarsi insieme a qualcun altro.

Dall’esperienza alla capacità

Quando questa esperienza viene vissuta in modo sufficientemente positivo, può diventare una risorsa anche nell’età adulta.

Essere Guidati significa poter lasciare, almeno temporaneamente, che qualcun altro assuma la responsabilità di una scelta o di una direzione, mantenendo comunque la propria autonomia.

Può accadere quando ci si affida a un professionista di fiducia, quando si lascia a un amico organizzare una serata, al partner programmare un viaggio, oppure quando ci si lascia coinvolgere in un progetto lavorativo condiviso.

Il sentimento fondamentale è la fiducia. Per affidarsi realmente è necessario poter pensare che la direzione scelta dall’altro possa essere compatibile anche con i nostri bisogni.

La capacità adulta non consiste quindi nel seguire sempre, ma nel poter guidare ed essere guidati, scegliere quando prendere la direzione e quando affidarsi.

Le funzioni dell’Essere Guidati

L’Essere Guidati coinvolge diverse dimensioni del funzionamento.

Sul piano emotivo prevalgono fiducia e tranquillità.

Sul piano corporeo, il movimento dell’altro può permettere di ridurre temporaneamente la necessità di controllare ogni spostamento e ogni direzione.

Sul piano dell’attenzione, è possibile osservare e conoscere ciò che accade senza dover essere continuamente concentrati sulla propria sicurezza.

Sul piano simbolico, l’esperienza assume un significato particolarmente importante: posso affidarmi a qualcuno e, per un momento, non devo essere io a decidere tutto.

Quando l’Essere Guidati viene forzato

Essere Guidati non significa essere trascinati.

Quando l’adulto impone continuamente una direzione senza rispettare i tempi, le possibilità e i desideri del bambino, l’esperienza può perdere completamente il suo significato positivo.

Un bambino continuamente spinto nello studio, nelle prestazioni o da un’attività all’altra può arrivare a vivere la direzione dell’adulto come una pressione. Piscina, musica, sport, attività scolastiche e impegni continui, se non tengono conto dei suoi bisogni e dei suoi limiti, possono trasformare l’accompagnamento in una forma di trascinamento.

In questi casi possono emergere rifiuto, opposizione e perdita del piacere di fare.

Guidare significa invece accompagnare, rispettando i tempi necessari affinché il bambino possa progressivamente appropriarsi della propria direzione.

Quando si è guidati troppo poco

Anche l’assenza di accompagnamento può creare difficoltà.

Un bambino che non viene sufficientemente guidato nelle tappe della crescita può incontrare maggiori difficoltà nell'affrontare processi graduali di apprendimento. Imparare qualcosa di nuovo significa infatti attraversare una fase nella quale non si è ancora capaci, procedendo progressivamente verso una maggiore autonomia.

Se questa gradualità non viene sostenuta, il bambino può sviluppare la convinzione di dover essere immediatamente competente oppure, al contrario, rinunciare di fronte alla difficoltà.

Può così diventare difficile tollerare l'apprendimento, l'errore e il tempo necessario per arrivare a una meta.

Essere Guidati in psicoterapia

Anche la psicoterapia può diventare uno spazio nel quale sperimentare una forma diversa di Essere Guidati.

Il terapeuta non decide la direzione della vita della persona e non si sostituisce alle sue scelte. Può però accompagnarla nell’esplorazione, aiutandola a riconoscere possibilità, difficoltà e direzioni che prima risultavano meno visibili.

L’obiettivo è costruire una capacità più flessibile: potersi affidare senza perdere la propria autonomia e poter assumere la propria direzione senza dover fare tutto da soli.

In questo senso, l’Essere Guidati può diventare una risorsa adulta: non la rinuncia alla propria strada, ma la possibilità di percorrerla anche insieme agli altri.

 

Condividi su:

Potrebbero interessarti anche

Per assicurare una ottimale navigazione ed altri servizi offerti, questo sito è predisposto per consentire l'utilizzo di Cookies. Continuando si accettano i Cookies secondo l'informativa consultabile a questo link.